
Sopra: locandina della serata
Testo Accessibile:
Considerando un prodotto artistico come un oggetto che non ha finalità d’uso precise che lo limitino e lo precisino, considerandolo quindi come un piccolo mistero, che allo stesso tempo non è niente ma è anche un po’ di tutto, quali emozioni ci fanno nascere e che gamma di esperienze
percettive ci offrono questi oggetti, oppure che tipo di idee, immaginazioni, storie e illusioni ci fanno venire in mente.
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Collezioni mai viste atto secondo: due personaggi, Peppino e Sante, narrati dal vivo dai due artisti, Ottonella e Nicola.
Per la seconda serata di “sperimentazioni” sul non-visivo i due artisti Ottolina Mocellin e Nicola Pellegrini hanno riproposto l’installazione-film La città negata, offrendo dal vivo la lettura pubblica dei testi e allo stesso tempo presentando dal vivo i due personaggi protagonisti di questa storia: Peppino e Sante. E’ una narrazione doppia che ci racconta la storia di due amici che, conosciutisi in età adulta, mettono a confronto la comune esperienza della cecità, dei luoghi vissuti, dello studio e del lavoro. L’opera dei due artisti era già stata mostrata nel museo MAMbo per lungo tempo nel corso del 2008 (l’opera è parte della collezione del museo) ma in questa serata ha assunto la forma specchio: i due “attori-autori-artisti” e dall’altro i due personaggi-protagonisti-ciechi”. I due interpreti e i due interpretati hanno così costruito un doppio confronto tra i loro vissuti: nella vita raccontata dal film e come identità incorporate nell’opera. Nel senso: il confronto tra Sante e Peppino come persone che “dialogano” nel film e il loro rispecchiarsi nella loro storia raccontata dagli artisti. Questa è una chiave di lettura dell’opera presentata dagli artisti nella serata al MAMbo. Un gioco di specchi continuo che ha sottolineato questa natura dell’opera d’arte come specchio della vita, altra componente non-visiva dell’arte. Uno specchio che permette di guardare le cose con altri occhi, anzi in questo, caso senza il loro uso e quindi della vista.
Anche in questo caso come per Paolo Nori, gli artisti invitati a interpretare un’opera della collezione, hanno affrontato il tema in modo autoriale; hanno cioè prodotto una serata evento che in sè è un’opera d’arte non-visiva.
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Paolo Nori ha pubblicato sul suo sito il testo integrale letto nella serata del 27 Novembre alla galleria MAMbo per le Collezioni mai viste. Come tutti gli autori in questo testo presenta un lavoro di lettura del museo e di una o più opere. Nel suo caso, dopo avere costruito un percorso sul ruolo dell’aura nella esperienza dell’arte, Paolo Nori ha raccontato nel bis un’opera particolare: un video raffigurante le prove di un concerto che lui chiama il “Coro dei malcontenti”. Ecco il testo suddiviso in tre parti:
Prima parte della lettura
Seconda parte della lettura
Terza parte della lettura
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