Il lavoro che ha presentato Carlo Cialdo Capelli non è un progetto musicale nel senso tradizionale del termine, non è una installazione sonora e non è nemmeno una sonorizzazione di uno spazio: si tratta di un progetto di sonificazione. Si tratta cioè di una traduzione in musica, meglio dire in suoni, di un fenomeno fisico naturale o matematico. La sonificazione riguarda la costruzione di grafici sonori anzichè visuali: si può sonificare l’andamento della borsa come qualsiasi altro fenomeno misurabile. In questo caso Cialdo Capelli ci offre una esperienza di sonificazione partendo dalla traduzione della rotazione di sei pianeti intorno al sole, delle loro orbite, in sei armoniche della durata precisa delle orbite stesse. Questo lavoro che ricordiamo porta il titolo Harmonices Mundi è ripreso da Cialdo Capelli partendo dall’opera scientifica di Johannes Kepler pubblicato a Linz, nel 1619. Essa contiene la prima formulazione della terza legge di Kepler, che mette in relazione i periodi di rivoluzione dei pianeti con le loro distanze dal Sole: i quadrati dei periodi di rivoluzione sono proporzionali ai cubi dei semiassi maggiori delle orbite. L’opera contiene inoltre importanti contributi di geometria. I sei pianeti (Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove e Saturno) sono quelli visibili ad occhio umano che al tempo lo stesso Kepler poteva distinguere nel firmamento. L’esperienza musicale completa, da un rapido calcolo, durerebbe 114 anni circa: è il tempo che dovrebbe passare per permettere ai sei suoni ciclici, alle sei orbite sonore, di riallinearsi sul punto di partenza. La sonificazione di Carlo Cialdo Capelli ne offre 30 minuti primi ed è ascoltabile presso il MAMbo fino al 6 gennaio 2009 alle ore 11.30 e alle pre 15.30 (ingresso libero).
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Veramente interessante. Mi ricorda certe sperimentazioni che i gruppi transarchitettonici offrivano con le loro “morfogenesi” di edifici virtuali che avrebbero dovuto cambiare il loro assetto, o le loro prestazioni, in base ai parametri offerti dall’utenza, dalla borsa (appunto) o chissà cos’altro…
Davvero interessante! Complimenti per la bella iniziativa, il suono e lo spazio sono due variabili interdipendenti la cui esplorazione non ha ancora finito di meravigliarci, interrogarci e stupirci.
Buon 2009
@peja grazie di essere passato da queste parti e grazie a @empedocle anche per il Buon Anno, che ricambio.
Fabio